Il 10 febbraio 2012 è stato pubblicato il post Insorgenza civile: tutta la veritàsul sito Indymedia Napoli, nel quale un anonimo rivela i risultati della sua indagine, sotto falsa identità, per accertare se il movimento insorgenza sia fascista. Il resoconto è surreale, palesemente fantasioso, incoerente con la verità, che tutti conoscono e provata dai fatti. Il tentativo di connotare insorgenza come la vera ed unica Sinistra, paladina delle rivendicazioni meridionali, è paradossale, ridicolo, patetico ed infantile. Una commedia tragicomica dell’autocelebrazione insorgente da personalità disturbata, i cui brani originali di seguito in rosso sono analizzati attentamente da un nostro commento in nero, dettagliato e documentato. Caratteristica è la megalomane “P” maiuscola usata dall’anonimo autore per il presidente di insorgenza, non trattandosi di Napolitano Giorgio ed usata in alcune sue note anche da Lucilla Parlato, giornalista e segretario politico insorgente. La “I” maiuscola per indicare gli insorgenti è usata dal loro Presidente. Ma, la firma al post giungerebbe dalla presenza del caratteristico spazio prima delle virgole, dall’uso improprio delle maiuscole, del “poco” e del “(sic)”, riscontrati in molti scritti pubblicati a firma del presidente di insorgenza. Che l’inverosimile post di santificazione d’insorgenza e del Dicè sia scritto a quattro mani dalla coppia reale? Sono inequivocabili elementi di “bufala”: la spudorata inverosimile trama di un pubblicista militante comunista dei centri sociali, che per “sputtanare” il già noto estremismo di destra insorgente, vi si infiltra con falsa identità, frequenta le sedi in Italia (nord, centro e sud) e scopre compiaciuto che insorgenza è di estrema sinistra, è la Sinistra, pacifista ed accogliente e la santifica insieme al suo presidente padrone. Inoltre, il post è infarcito di eccessivi dettagli culturali e politici per una più credibile favola, omettendo noti aspetti scomodi. Il post, pieno di errori grammaticali e di sintassi da renderlo illeggibile, ci fu segnalato in FB da un membro d’insorgenza per sostenere che insorgenza non è fascista, alla nostra motivata replica giunsero le solite minacce di pestaggio. La diffusione del post è discreta e si sospetta l’ennesima manfrina insorgente, in caso di contestazioni addebitare all’anonimo infiltrato le falsità dichiarate.

Sono un laureando in lettere, un pubblicista, un militante comunista, un frequentatore di centri sociali.

Così inizia il post, ma gli errori grammaticali e di sintassi in esso presenti non depongono per un laureando in lettere e pubblicista, insieme al grave ignorare del reato di uso di falsa identità. Esperti conoscitori dello sfacciato funambolico trasformismo imbonitore insorgente riteniamo il post autoreferenziale scritto da insorgenti per liberarsi apparentemente dalle camicie nere.

quando mio padre ha confuso con molta benevolenza , la mia militanza saltuaria al “laboratorio occupato Insurgencia” con la Militanza in Insorgenza Civile, mi è venuta la voglia di saperne di più. Come poteva mio padre, e non solo lui, confondere le cose? Molti compagni, ultimamente si sono interrogati sulla la nuova ondata identitaria che da almeno un paio d’anni scuote noi meridionali. Logicamente come molte volte succede, e da molti anni a questa parte capita sempre più spesso, che la semplificazione concettuale attraversa le nostre file e non ci permette una giusta e ragionata analisi.

Il fazioso infiltrato scrive “militanza” per Insurgencia con “M” minuscola, per Insorgenza civile è maiuscola per rispetto e sacralità dovute dall’appartenenza, come la “P” di presidente. L’infiltrato, insorgente di destra, ignora la storica avversione della Sinistra per l’esaltazione patriottica risorgimentale. Egli mente, il 7 settembre 2010, arrivo di garibaldi a Napoli, fu proprio Insurgencia a coprire la toponomastica risorgimentale di Napoli con nomi di patrioti antirisorgimentalisti, come dimostra l’articolo “Altro che Garibaldi - le vie di Napoli cambiano nome!”.

Veniamo al dunque. Abbiamo snobbato i forconi perché privi di quelle analisi della società ,care al nostro modo di analizzare il mondo, nella chiave del materialismo storico, mentre a Napoli ci siamo visti anticipare nelle rivendicazioni sociali dal movimento di Insorgenza Civile, su tematiche come il lavoro, la difesa dalle banche e lo Stato Sociale. Non solo, troppo frettolosamente abbiamo liquidato il tutto come nostalgia borbonica, ma , grave errore, abbiamo classificato questi eventi “a destra” e le accuse a vanvera di fascismo si sono sprecate.

Una supponenza ed ignoranza politica oltraggiose, che ignorano tanti gruppi e sindacati, che da sempre trattano questi temi, la cui paternità ora la si attribuisce alla sola insorgenza. L’infiltrato sproloquia definendo i temi del lavoro, la difesa dalle banche e lo stato sociale come nostalgia borbonica, “che c’azzecca!”. Tace dei tentativi insorgenti di strumentalizzare i Forconi ed i comitati antidiscarica di Marano, quando dirigenti offrirono la loro capacità organizzativa (?) della protesta ai manifestanti, che li costrinsero ad una fuga precipitosa. In merito il Presidente insorgente scrive: “Qui da noi nessuna delle categorie che in Sicilia si è mossa e si è voluta muovere con noi (…. chi se ne fotte…). Quindi anche avendo un piccolissima classe dirigente organizzata, non abbiamo avuto l’aggancio con la realtà operativa.

E cosa è successo? Non abbiamo analizzato la questione nel suo insieme, non ci simo accorti che i Forconi, gli Insorgenti ed i Pastori Sardi, crescevano, sottraendo alle nostre file sempre più consenso.

Accomunare gli insorgenti ai Forconi ed ai Pastori Sardi è un’eresia, il noto goffo tentativo di cavalcare altrui proteste, delegittimare la Sinistra per sostituirla nella contestazione sociale, per guidare un domani una marcetta su Roma con a capo il Presidente. L’analisi è strumentale per dare connotazione politica ai Forconi e Pastori Sardi, invece di quella economica. È il remake del copione nazionalsocialista delle camicie nere. L’infiltrato descrive i fenomeni come d’annata, ma i Forconi sono del gennaio 2012 ed i Pastori Sardi dell’ottobre 2011, il tutto per inserire insorgenza nelle proteste nazionali, che mai gli appartengono, nasce nel marzo 2009 da quattro camicie nere.

Gli Insorgenti a Napoli, sono nell’Ansaldo, nella Fiat di Pomigliano e Compagni con le palle che da anni lavorano con la F.I.O.M., intervistati da Santoro, citano Fenestrelle e non Auschwitz come paragone di meccanismo di sfruttamento e di segregazione capitalistico borghese. Cosa sta succedendo?

Anche “insorgenti” in maiuscolo, come per il Presidente. Nell’Ansaldo, nella Fiat di Pomigliano sono 2+2, tanto “agguerriti” da non esporsi a volantinare davanti agli stabilimenti. La terminologia non è da pubblicista, figura che Monti cancella dall’Agosto 2012 per buona pace del Dicè. Citare Fenestrelle, retorica e nostalgica per Dicè & Co, come sfruttamento e segregazione capitalistico borghese, è solo un vagheggiare strumentale di simboli borbonici e slogan dei centri sociali. I due campi di sterminio avevano specificità diverse, il primo per borbonici ed oppositori, anche garibaldini, il secondo per genocidio etnico, ma la cultura insorgente è limitata. Nei TG3 Campania per le elezioni provinciali di Napoli del 2009 il Dicè taceva a fronte del dispregiativo “fascista” rivoltogli da gruppi della sinistra.

Logicamente saranno i compagni siciliani a dover fare la giusta analisi dei Forconi, e quelli Sardi a doversi interrogare sul perché i Pastori Sardi si sganciano dalle nostre analisi e proposte, ma noi del sud continentale non possiamo liquidare tutto e tutti con l’accusa di fascismo.

L’infiltrato inventa il federalismo politico, l’impegno politico regionalizzato per etnia, confinando la protesta nazionale degli autotrasportatori alla sola Sicilia ed imputando ai soli meridionali continentali la colpa di “liquidare tutto e tutti di fascismo”. Tali confuse farneticazioni non considerano che le proteste nacquero per l’insostenibile pressione fiscale e carenza di sostegno ai settori, nulla da incasellare nella ideologica lotta destra/sinistra dell’infiltrato. Ma egli ha dimenticato di strumentalizzare anche la protesta dei tassisti molto più numerosi dei Forconi e dei Pastori Sardi.

In questi mesi, ho frequentato in incognito e sotto falso nome il movimento d’Insorgenza Civile, secondo quella pratica giornalistica che la mia cultura pacifista e non violenta mi imponeva. Volevo sputtanarli? No volevo solo capire e raccontare la verità, seguendo il percorso di Vittorio Arrigoni che è sempre stato il mio punto di riferimento. Devo dirvi la verità ero un poco prevenuto e stupore e sorpresa sono stati i miei sentimenti quando nel mio operare in incognito, quasi quasi, mi sentivo a casa.

Una romanzata sceneggiata, infantile e nulla di giornalistico. Non si ha riscontro di un giornalismo non pacifico e violento, ma illegale per chi usa false identità (art. 494 c.p.), come per internauti Presidenti spacciatisi per Staiano 1, Claudiano Staiano, Insorgente partenopeo, Grillo boia per adularsi in numerosi sketch su FB e YouTube.

Gli Insorgenti usano sempre più Gramsci, si rispecchiano nel sindacalismo di Di Vittorio, non disdegnano rapporti coi centri sociali e mentre hanno smesso di sventolare le bandiere rosse e tricolori, innalzano sempre più le bandiere dell’identità e dello stato sociale.

Molti conoscono insorgenza e mai ha parlato di Gramsci e dell’odiato sindacalismo. Sconcertano le sfrontate menzogne di rapporti con i centri sociali, che la detestano e MAI ha sventolato le bandiere rosse ed identitarie (borboniche). Sulle quali il 17 marzo 2011 in piazza Dante a Napoli, giorno del 150°, hanno dichiarato di “pisciarci sopra”. L’inganno è chiarito da un blog di camicie nere filo CasaPound, su cui scrive il Presidente, per simboli e bandiere identitarie intendono quelle del movimento. Gli asseriti insorgenti comunisti sono fotografati con teste rasate e maglie nere e mai la leadership ha sostenuto temi del lavoro, borbonici, briganteschi, perseguendo la SOLA esasperata contestazione globalizzata, contro tutto e tutti.

Sono a sinistra? Se dovessimo analizzare i quadri dirigenziali del movimento non possiamo non accorgerci della presenza di sindacalisti della UIL, e addirittura della C.G.I.L. Nelle zone che vanno da Pozzuoli a Monte di Procida ex elementi di Autonomia Operaia, molto noti negli anni 80 come aderenti ai “disoccupati Organizzati” militano nell’Insorgenza. Nella Fiat di Pomigliano hanno sicuramente la loro base e sindacalisti dell’Ansaldo si sono schierati con loro alle ultime elezioni. Addirittura i “banchi nuovi” parlano con rispetto degli insorgenti e non poche volte i loro manifesti sono fianco a fianco.

Asserire di dirigenti insorgenti sindacalisti è improbabile, per statuto i sindacalisti non possono iscriversi a partiti o movimenti politici, pena la destituzione, tanto più per UIL e CGIL. Non si notano in video e foto sessantenni insorgenti ex disoccupati organizzati degli anni 80. Dai pessimi risultati elettorali insorgenti è evidente l’assenza di sostegno sindacale. È documentato con foto, anche in Procura che i manifesti insorgenti sono sempre da soli ed imbrattano chiese, mura storiche, segnaletica stradale ed arredo urbano e mai sono affiancati da quelli dei “Banchi Nuovi”, che interpellati sul riferito rispetto per insorgenza si sono espressi contro i fascisti insorgenti con brutale lessico non riferibile e smentendo l’affiancamento dei manifesti. L’asserzione dell’infiltrato di una insorgenza di sinistra contrasta con i loro slogan (“né destra, né sinistra”), propri dell’estrema destra di Lotta Studentesca, Terza Posizione e CasaPound.

Per non parlare poi dei dirigenti non Napoletani del movimento, ben riscontrabili dal loro sito. La Calabria Insorgente è tutta guidata da dirigenti che provengono dall’aria dell’estrema sinistra, convertitasi al loro dire , al brigantaggio del XXI secolo. Il loro delegato regionale è figlio di un ben noto esponente della sinistra calabrese e i quadri intermedi sono tutti legati a Nicola Zitara e Franco Tassoni esponenti del Partito Comunista Combattente degli anni 70 o del partito dei contadini calabresi che era su posizioni marxiste sempre in quegli anni e che oggi con la pubblicazione dei “quaderni calabresi”, molto usati dagli insorgenti, restano su tale posizioni d’avanguardia culturale.

Si descrive un’insorgenza numerosa e presente sul territorio nazionale, ma per la manifestazione “No Lombroso” a Torino, dopo mesi di propaganda, l’autobus partì da Napoli con sette insorgenti, altri si unirono a Roma ed a Torino giunsero in circa trenta, per sfilare insieme ad altre associazioni meridionaliste in poco più di novanta. È essenziale per insorgenza sbandierare nel web un’apparente potenza organizzativa di “facciata”, che nel gennaio 2012 il Dicè definisce: “anche avendo una piccolissima classe dirigente organizzata, non abbiamo avuto l’aggancio con la realtà operativa”. Sorprende l’asserita presenza di comunisti combattenti ultra sessantenni ed i quadri intermedi di Calabria insorgente provenienti dal gruppo di Nicola Zitara, che non nutriva affinità di pensiero e simpatie per insorgenza. Davvero surreale e patetico il vantarsi di avere un’insorgenza con “esponenti del Partito Comunista Combattente degli anni 70”, detto partito nasce nel 1981 da militanti in clandestinità di brigatisti rossi. Del partito dei contadini calabrese non si hanno tracce, che nella fervida fantasia insorgente.

In puglia Insorgenza è retta da un altro esponente proveniente dai Centri Sociali napoletani , emigrante in Puglia ex frequentatore di “officina 99” che non rinuncia mai alla Kefiah e che parla alla radio del movimento sempre di tematiche sociali ben care all’analisi marxista. Quando mi è capitato di rivolgergli alcune domande, tipo : “perché l’insorgenza veniva definita di destra?” Quasi mi sbranava. Anzi mi sono dovuto sorbire 2 ore di “spiegazioni” sul perché tali accuse erano proveniente quasi tutte dall’ignoranza o dalla mala fede di chi non trovando nell’insorgenza spazzi, voleva diffamarla. A riprova di ciò, mi fece vedere sul sito del Viminale, che tutti quelli che avevano accusato insorgenza di “fascismo” si erano poi candidati con FLI o con il PDL. Nella pratica ho verificato per conto mio tali affermazioni e queste ultime si sono tutte dimostrate veritiere, con tanto di nomi e cognomi.

L’ossequioso ed esaltato infiltrato scrive Puglia minuscolo ed insorgenza maiuscolo. Il soggetto di “officina 99” è conosciuto e mai lo si è visto indossare la kefiah, ma solo maglie nere e testa rasata, look non certo da centri sociali. L’infiltrato omette che gli antinsorgenti, candidati nel FLI centrista, furono obbligati alla scelta causa attacco hacker, subìto dopo una querelle in FB con gli insorgenti e che distrusse mezzi ed archivi informatici, impedendo la presentazione della lista Sud Indipendente. Dalla Procura si saprà se insorgenza è responsabile e per fatti correlati chi scrive ha querelato per calunnia ed in accertamento per diffamazione il Presidente insorgente. La spudorata menzogna del portatore di kefiah e di insorgenza vorrebbe chi mai si è iscritto ad insorgenza la diffami per invidia di non trovarvi spazi, ma poi ne ha d’importanti in FLI e PDL. Le seguenti dichiarazioni confermano la falsità ed i motivi dei dissidenti, mai espulsi perché mai iscritti, che disprezzano insorgenza per il falso meridionalismo di facciata “usato solo quando ci fa comodo”, per i loro saluti nazifascisti e per la delirante contestazione globalizzante:

Il 9/10/2009 ore 10.33 il segretario politico d’insorgenza pubblica: “ESPULSIONE PER COMPORTAMENTO INDEGNO DI ALCUNI DELEGATI … PRENDERò SERI PROVVEDIMENTI nei confronti degli atti di sciacallaggio O VERSO CHI DIFFONDE FALSITA'. … non posso che dire che INSORGENZA farà a meno di loro”.

Il 9/10/2009 ore 11.00 un dirigente insorgete pubblica: “Che ci siano personaggi scomodi tra di noi questo lo sa chi pratica con assidiuta' il Movimento.

Il 9/10/2009 ore 11.14 il Presidente pubblica: “Alle zizzane andava risposto "stai zitto, noi siamo insorgenti e non tradiremo mai i principi che ci hanno condotti ad insorgere, … mi girano i coglioni che dobbiamo perdere il nostro tempo a ribadire cose che SI DEBBONO DARE PER ASSOLUTI”.

I personaggi scomodi non puntavano agli inutili spazi in insorgenza, non si vollero zerbinare alla leadership falsa meridionalista e nazifascista, come i cortigiani insorgenti.

A guidare Insorgenza a Roma c’è un prete, che da sempre aiuta le classi meno abbienti, cura gli emigranti e che si batte per la dignità carceraria. Nella mia inchiesta , sempre in incognito, sono rimasto molto colpito da questo prete che cita Radio Radicale come esempio di libertà d’Informazione. Sarà un caso, mi sono chiesto? Ma quando ho scoperto che sino ad un anno fa il movimento insorgente romano era guidato da un ex iscritto a Rifondazione comunista, le cose sono state più chiare.

L’infiltrato non è credibile, non cita nomi e cognomi e nell’organigramma non vi è prete, che per lo storico anticlericalismo radicale non può esaltare la libertà d’informazione di Radio Radicale, nota per essere monotematica radicale. L’assurdo infiltrato continua a presentare condizioni antitetiche, un prete ed un comunista alla guida d’insorgenza, idilliaco per un rassicurante riferimento politico per tutti. Comunque, il rappresentare d’insorgenza Roma da noi conosciuto si dichiarò di destra. “Sarà un caso? … le cose sono state più chiare”, non chiarisce il vagheggiamento.

A Firenze a prima vista sembra trovarci in un ambiente totalmente di emigranti meridionali, ma si riscontrano tematiche molto simili alle analisi di Compagna , Saraceno e Gramsci ed anche in toscana la base del movimento erode i centri sociali. Quelli veri , quelli che operano nel sociale. Per non parlare delle tematiche culturali, tutte più vicine ad un movimento NO-Global , che ad un gruppo di destra. Più si sale al Nord (ed anche all’estero) di fascisti in Insorgenza non c’è traccia, Il “capo” degli insorgenti al nord è un medico che ha trascorsi nell’estrema sinistra e nella Lombardia lo schema si ripete.

Stomachevole l’ossessiva forzatura di dipingere insorgenza di estrema sinistra, attribuendogli confuse connotazioni da centro sociale nel sociale e tematiche culturali da no-global, lontane dalle vantate dottrine marxiste della lotta armata, per poi riferire di altre tematiche culturali simili a Compagna, Saraceno e Gramsci. Lascia supporre un’insorgenza presente all’estero, dove come nel nord Italia sono assenti i fascisti, presenti a Sud. Riassumendo, a Sud il capo d’insorgenza è nazifascista, al centro è un prete ed al nord un comunista e in Lombardia si ripete un imprecisato schema. Un guazzabuglio di asserzioni per un’insorgenza dai personaggi ed idee antitetiche.

Ma torniamo al cuore pulsante dell’insorgenza, Napoli. A Napoli il movimento è retto da una commissione di almeno una decina di persone, fra cui professionisti ed operai. Il segretario è una donna . Una giornalista che ha lavorato per Velardi , licenziandosi da Mediaset, e che almeno per quello riscontrato, ha sempre dichiarato l’estraneità dell’insorgenza da ogni forma di ideologia. Qualunquista, ma sicuramente non si evidenziano le caratteristiche della xenofobia, della violenza politica o del razzismo come elementi qualificanti di tutti i gruppi di estrema destra. Basta seguire i suoi blog (fra i primi blogger d’Italia) per rendersi conto, se non si hanno pregiudizi, di quello che vi sto raccontando. Nei commenti a questi Blog, si possono trovare tanti giornalisti di sinistra, affermati e famosi, che scrivono dal Manifesto sino al Gambero Rosso passando per il Riformista. Si trovano ex Socialisti, ex Comunisti, ex Fascisti, nessun nome di primo piano , sia chiaro, delle nomenclature partitiche, ma tante persone deluse che non si riconoscono più nei vecchi partiti, e come dargli torto?

Un segretario politico qualunquista non è affidabile per tracciare linee politiche e programmatiche. Le mistificazioni dell’infiltrato oltraggiano l’intelligenza e la credulità di chi non conosce insorgenza. Il ridicolo tentativo di assurgere insorgenza a riferimento per tutti gli ex, fascisti, comunisti, anarchici, borbonici, socialisti  ecc.. rende surreale il post. Il cuore pulsante è il “cerchio magico” fascista totalmente asservito al Presidente padrone, che deve chiarire se il segretario politico insorgente è la sua compagna e se il vicepresidente è suo cugino. Dovrebbe motivare l’esasperato turnover nel direttivo e le cancellazioni di noti iscritti, insorgenza chi la conosci la evita. L’infiltrato è omertoso sul segretario politico, Lucilla Parlato, giornalista, ex Secolo d'Italia, già nello staff di Maurizio Gasparri, lasciò la redazione di Studio Aperto per l'avventura della 'cosa' di Velardi, ex capo dello staff di Massimo D'Alema, già fondatore della società editrice del Riformista, dove la Parlato ha un parente giornalista. Formatasi alla scuola di giornalismo missina (Il Secolo d'Italia) dal 1996 al 2003 come redattore ordinario del politico, divenendo una firma di riferimento per il partito, seguendo assemblee, congressi, feste e vita di Alleanza nazionale, come dichiara. Ha acquisito notevole esperienza sia quando il Partito era all’opposizione sia al governo con Berlusconi, presso l’ufficio stampa del ministro Gelmini. È tra le più strette collaboratrici dell'ex ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri. Partecipa a quattro eventi su Radio Radicale come giornalista, uno per AN e due per presentare il libro di Maurizio Gasparri. Crea il blog nonsolorossi”, il nome è tutto un programma e rivela la fede fasciorautiana, come scriverà. Il blog, di cui si declamano lodi, consultato provoca enorme delusione, come i commenti, provare. Collabora con l’ex-portavoce di D’Alema, tycoon del lobbismo con la sua società di consulenza “Reti”, per il progetto di una web tv dei Palazzi, dedicata alla politica, al potere della Casta. Strani intrecci della partitocrazia. Ha collaborato al portale destra.it di Maurizio Gasparri. Lucilla è figlia dell’avv. Antonio Parlato, deputato e sottosegretario al Bilancio con delega al Mezzogiorno nel governo Berlusconi, il bisnonno fu consigliere provinciale di Salerno e poi Vicesindaco di Napoli, il nonno sarebbe stato due volte consigliere provinciale a Napoli prima del MSI e poi della lista MSI-Stella e Corona. Antonio Parlato fu iscritto alla Giovane Italia e poi ai Gruppi Universitari Fiamma. Dal 1975 è stato consigliere comunale di Napoli nella coalizione di destra (MSI, AN, F.I.), nel 1979 fu eletto deputato come nelle successive quattro legislature, aderì sin dal principio alla corrente di Pino Rauti. Il quale insieme alla SS Rutilio Sermonti, fidato amico del Presidente d’insorgenza, costituì il gruppo storico di Ordine Nuovo, movimento ispirato alla Repubblica di Salò, formazione eversiva, che secondo le inchieste della magistratura è stata coinvolta a pieno titolo nelle trame stragiste degli anni settanta e in particolare nella strage di Piazza Fontana a Milano nel 1969. Con la prefazione di Rauti estese un progetto particolareggiato per l’articolazione politica ed organizzativa della struttura federale del MSI di Napoli. Entrò nel Comitato Centrale del Movimento Sociale e poi nella Direzione Nazionale, quando Rauti fu eletto Segretario Nazionale, curò il delicato ed impegnativo ruolo di responsabile della Organizzazione. Dopo il Congresso di Fiuggi Parlato fu membro della Assemblea Nazionale di AN fino al 2010. Ha scritto migliaia di articoli apparsi su quotidiani, libri e riviste, è autore di numerosi saggi ed è socio della “Società napoletana di storia patria” (risorgimentalisti). È stato vice commissario straordinario all'INAIL, presidente e commissario dell'IPSEMA. www.fascinazione.info il 23/7/2010 scrive: “Nei giorni scorsi si sono svolti i funerali di Antonio Parlato, noto ai più come leader prestigioso e rispettato della corrente rautiana del Msi napoletano. … Una grande folla di napoletani, di diverse generazioni anagrafiche, non solo “camerati” hanno reso omaggio all’onorevole Antonio Parlato, padre nobile della Destra napoletana. Alla cerimonia religiosa erano presenti tantissime autorità, dal sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, al sottosegretario al lavoro Pasquale Viespoli, l’assessore regionale Marcello Taglialatela, probabile candidato a sindaco di Napoli alle prossime elezioni amministrative, il consigliere regionale Luciano Schifone, l’europarlamentare Rivellini, il consigliere regionale de “la destra” Carlo Aveta, il presidente del consiglio provinciale Luigi Rispoli, il consigliere provinciale Enrico Flauto, i consiglieri comunali Andrea Santoro, Marco Nonno, Carlo La Mura.”

Il 9/10/2009 ore 10.45 il segretario d’insorgenza pubblica: “HO SEMPRE AVUTO SIMPATIA DELLA SVP, NON è DETTO CHE POTREMMO ALLEARCI CON LORO, IN FONDO SI SENTONO IL SUD DELLA GERMANIA”. Ricordiamo che il SVP è dichiaratamente di destra e nutre antipatie verso i meridionali.

Lucilla Parlato, il 30/4/2010 insieme ad altri dirigenti insorgenti, in coincidenza della ricorrenza della morte di Hitler, ricordava su FB di essere fasciorautiana con canti dell’estrema destra eversiva bombarola, il complesso musicale “270bis”, dall’art. del c.p. per associazione con finalità di terrorismo o di eversione. Ovvio che il segretario politico dichiari poi: “Anche io nella vita sono stata tante cose: ma mai neoborbonica. E mai lo sarò.” La nomenclatura presente tra le amicizie di FB di Lucilla Parlato è: on.le Alfonso Luigi Marra, Daniele Capezzone (PDL), on.le Enzo Rivellino (PDL, ex MSI), on.le Gianni Miccichè (Forza Sud, ex PDL), on.le Luca Barbareschi (PDL), on.le Luciano Schifone (PDL, ex AN), Luigi Rispoli pres. Consiglio provinciale di Napoli (PDL, ex AN), on.le Massimo Abbatangelo (PDL, ex AN), Emiliano Abbatangelo, on.le Maurizio Gasparri (PDL, ex AN), on.le Maurizio Lupi (PDL), on.le Stefania Craxi, on.le Cimmino Tancredi (PDL, ex DC); Tra i gruppi amici troviamo: Azione Giovani di Mestre, Venezia, Sassari e Vicenza; Destra Romana; Destracritica Italia; Fiamma Cosenza (Movimento Sociale Cosenza); Fronte della Libertà; Giovine Italia Avigliano e Barletta; Giovane Reggio; Giovani del PDL; Italia Di Destra; La Destra; La Destra Bisceglie; Movimento Sociale Meridionale; Nero Regime; Nucleo Acca Larenzia; Pda Partito Dell'Alleanza (Coalizione Di Centro Destra); Redazione Noiroma. Ugl Astir Spa, Movimento Tradizionale Romano. Non vi è traccia di Sinistra, anche estrema e di centri sociali. Ovvio che il segretario politico insorgente non sia estraneo alle ideologie, alla partitocrazia, che governa ad ogni livello ed è figura di alto spessore di potere, per le consolidate conoscenze nella partitocrazia di Governo e di opposizione e nei media della comunicazione. Di certo è in grado di fornire ad insorgenza insperate e paradossali “comparsate” in trasmissioni TV, TG, sulla Stampa e l’uso di mezzi di comunicazione quali radio e Tv web. Varie persone, come chi scrive, hanno subito dagli insorgenti documentate minacce di pestaggio, di morte ed ingiurie ed alcune ragazze, frequentanti la loro sede, hanno scritto di averli abbandonati perché “sembrava essere in un gruppo paramilitare”, mentre altra compiaciuta la definisce “la destra insorgente”.

I militanti napoletani del movimento non hanno avuto il benché minimo problema ad accettarmi, come “proveniente dall’estrema sinistra” e tanti ragazzi alla loro prima esperienza politica o con brevi esperienze in gruppi anarchici o in centri sociali, mi hanno subito coinvolto nelle loro attività, che noi compagni abbiamo troppo frettolosamente abbandonato nel sociale, per dedicarci alla meta-politica. Molti anzi si meravigliavano delle mie spiegazioni, definendole “insorgenti” e non classificandole minimamente come “di sinistra”. Fra questi ultimi , molto attivi sono quelli che provengono dall’anarchia , che negli ultimi mesi hanno sostituito quasi totalmente quelli proveniente dal borbonismo classico e nostalgico. Nella loro sede sventola la Bandiera del regno? Si e molti dei frequentatori delle loro pagine su face, sono simpatizzanti e nostalgici del tirannico Re Borbone, ma nella loro sede, che ho frequentato per un paio di mesi, non si è mai parlato di Borbone, di Fascismo, di Comunismo. Nella maggior parte dei casi, le uniche accese discussioni, sono state sulle tematiche secessioniste, sulla sovranità monetaria e sulle metodologie di insegnamento della “cultura politica”, verso i giovani, all’anti partitocrazia. Molta confusione e tanti spunti interessanti, ma di fascismo nemmeno l’ombra. Alcune cose da “pazzi” sicuramente, come le discussioni sulla “Repubblica delle due Sicilie” o sull’anti americanismo più sfrenato, ma la cosa sorprendente e che nessun riferimento , su ogni tematica, era discusso con riferimento ad autori fasci, anche quando , come nel caso del signoraggio, il riferimento al fascista Auriti sembrava scontato. Non so se per ignoranza o altro , molti non sapevano nemmeno chi era Auriti.

L’ennesima menzogna dell’infiltrato! è ovvio che i “militanti napoletani insorgenti” accettino senza problemi chi “proveniente dall’estrema sinistra”, perché sventolavano le bandiere rosse, quelle di Che Guevara e parlano di Gramsci, salvo se sono nazifascisti. Difficile comprendere i numerosi contorti concetti dell’infiltrato, come “abbandonato nel sociale” e l’imputare alla Sinistra di dedicarsi alla “meta-politica”. Gli insorgenti non dovevano meravigliarsi delle sue spiegazioni di sinistra, data la comune passata appartenenza rossa, ora riclassificata insorgente nel grottesco tentativo di rendere insorgenza, la Sinistra. Patetico è il censimento dell’infiltrato in incognito, che rileva in insorgenza la sostituzione totale dei borbonisti classici e nostalgici con gli anarchici, privi di affinità. Ma, subito dichiara che la bandiera borbonica “sventola” in sede, pur se i numerosi simpatizzanti e nostalgici del tiranno Borbone sono su FB. Bandiera definita dal Dicè & Co settaria e nostalgica, tanto che il 17 marzo 2011, giorno del 150°, la dirigenza insorgente allontanò brutalmente da piazza Dante giovani, che la sventolavano, gridando “su quella bandiera noi ci pisciamo sopra”, documentato. Ribadisce che in sede mai si parla di Borbone, fascismo, comunismo, nonostante gli insorgenti siano tutti ex fascisti, ex borbonici, ex comunisti, ex anarchici, ex socialisti e paradossale, le uniche accese discussioni sono sulla secessione, la sovranità monetaria, metodologie di insegnamento della “cultura politica”, l’antipartitocrazia, la “pazzia” della Repubblica delle due Sicilie, l’antiamericanismo sfrenato, senza riferimenti ad autori fascisti. L’infiltrato ha descritto una bocciofila, un centro anziani, salvo per l’indottrinamento della cultura politica, quella del “politologo” Orlando Dicè e del suo amico Rutilio Sermonti? Emerge un desolante quadro senza progettualità e credibilità con una sovrana confusione di idee.

Quando alla prima occasione mi qualificai come Antifà, un dirigente del movimento, un disoccupato di mezza età, l’unica cosa che mi disse fu “è oltremodo sconveniente definirsi in maniera esclusivamente –anti- , se muoiono tutti i fasci, che facciamo, andiamo a casa?”. I riferimenti meta politici musicali poi sono tutti di sinistra, Eugenio Bennato, Mimmo Cavallo, Stomy Six, Kalafrò, Gli A67, i Mattanza,Teresa de Sio, Beppe Barra…. La loro musica è questa, e quando l’anno scorso in Calabria hanno organizzato il Folk Festival con tanto di simbolo insorgente, a suonare in prima serata c’erano i Bisca, come si evince dal sito dello stesso gruppo. I militanti poi dell’Insorgenza Napoletana, non disdegnano ne di palesare foto sui loro siti insieme a Raiz, ne di manifestare con bandiere di Che Guevara per le strade di Napoli e sui loro profili facebook.

L’infiltrato si qualifica antifà in contrasto alla dichiarata sua “cultura pacifista e non violenta”. Gli antinsorgenti, se morissero tutti gli insorgenti, si opporrebbero sempre alla presuntuosa ottusa arroganza di chi dichiarò nell’incontro all’hotel Sant’Angelo (NA) il 26 luglio 2009 di essere “il numero uno al mondo”. L’opportunismo insorgente non ha limiti, carpisce meriti ed iniziative altrui, l’organizzazione del Folk Festival a Vibo (VV) è dell’Associazione culturale “Radici” con il patrocinio del Comune di Pizzo e della Provincia di Vibo Valentia. Insorgenza fu solo invitata e nell’occasione il 22 agosto organizzò un convegno insieme ai CDS Calabria. La supposta insorgenza di sinistra mai ha esposto foto e bandiere di Che Guevara, infatti il loro storico slogan è dell’eversione nera: “né destra, né sinistra”. Tra i gusti musicali insorgenti è omessa la documentata passione dei massimi dirigenti insorgenti per i canti dell’eversione nazifascista bombarola del già citato complesso musicale “270bis”.

Interrogati su quali fossero gli autori e gli scrittori di riferimento, un’ulteriore sorpresa: non solo testi storici di controstoria risorgimentale, ma Gramsci con cui inondano il web, come si può verificare dalle loro pagine face, il già citato comunista calabrese Zitara e poi Sombart, Proudhon, Marx (che usano soprattutto in chiave anti Garibaldina) . Tanto anticapitalismo e una chiara avversione alle interpretazioni liberiste.

Il paradossale racconto dell’infiltrato evidenzia una presunta anomala negazione del passato politico, intellettuale e culturale degli insorgenti, tutti ex, per omologarli tutti agli stessi interessi musicali, letterali, culturali e politici di una Sinistra insorgente. Essi tratterebbero Gramsci (comunista), Zitara (comunista borbonico), gli stravaganti e lunatici Sombart (politico liberale, marxiano, nazista, antisemita) e Proudhon (antisemita, anarchico) e non citano lo scrittore e politico di sinistra Antonio Ciano, poiché vivente smentirebbe le farneticazioni insorgenti.

A conclusione di una prima , se pur sintetica, analisi dell’insorgenza non posso non raccontarvi dell’incontro col presidente del movimento. Coi compagni a cui avevo detto della mia operazione da “infiltrato” si era molto discusso del Presidente degli insorgenti. Molti lo descrivevano come un ex mazziere fascista, altri come un etno-identitario, altri come un pazzo violento con cui era impossibile avere a che fare. Sicuramente ad insorgenza è il capo carismatico e quando me lo hanno presentato avevo sicuramente dei pregiudizi. Ho dovuto aspettare un poco, prima di rivolgergli alcune domande più specifiche, ma ad essere sincero non c’è stata nessuna remora da parte sua sin dal primo incontro. Quando negli incontri successivi che si svolgevano nella loro sede , sempre di lunedì, sono riuscito a ritagliarmi degli spazi confidenziali, non c’è stato bisogno di nessuna domanda a trabocchetto.

Le parole dell’infiltrato, pregne di un’ossequiosa venerazione ed esaltazione dell’innominato capo carismatico, appaiono sempre più autoreferenziali. Se molti lo descrivono come ex mazziere fascista, un etno-identitario, un pazzo violento con cui era impossibile avere a che fare, qualche ragione c’è e sarebbe utile visionare la sua fedina penale, per chiarire se è autore di accoltellamento di comunisti. L’infiltrato non chiarisce se il Presidente è parente di Mastella, se insorgenza è stata finanziata dal deputato Parlato Antonio, poi da Di Monda, estimatore di Mussolini, se le tessere pagate dagli iscritti insorgenti servono per il fitto delle sedi insorgenti di proprietà del Presidente.

Anzi, al servizio dell’insorgenza la sua esperienza militante era a 360 gradi, la sua esperienza nel MSI, la sua emigrazione al nord con conseguente comprensione dell’inesistenza pratica della cittadinanza come elemento egalitario fra italiani, il suo rendersi conto che il fascismo era una trappola del sistema, i suoi errori che i giovani non solo non dovevano ripetere, il suo ricorso ad una battaglia di sovranità ed un richiamo quasi ossessivo alla fine della questione meridionale, mi hanno spazzato via ogni remora a domande dirette. Che dirvi, nelle sue parole e nei suoi comportamenti con gli ospiti e con gli insorgenti che si susseguivano nella loro sede, non c’era nulla di quello che i compagni mi avevano anticipato. Certo quando mi salutò, mi strinse l’avanbraccio e non la mano, ma era più importante questo o l’avermi spiegato che da Garibaldi al F.M.I. la linea di continuità dell’imperialismo capitalistico era immutato negli scopi. Approfittai proprio del saluto con l’avanbraccio per cercare di inchiodarlo, ma nelle sue spiegazioni non c’è stato nulla che potesse ricondurre alla destra, considerando che molti anticolonialisti usavano lo stesso saluto per liberarsi dall’imperialismo nazionalistico europeo e via con riferimenti ad autori di varia estrazione, dal marxista Samir Amin a Cristofer Lasch e tanti altri che rimarcavano lo stesso concetto. Nessun riferimento alla “lotta di classe”? No, sicuramente no, ma basta questo per definire quest’uomo un fascista?Nessun riferimento alle ideologie? No, anzi per lui le ideologie sono gabbie funzionali al meccanismo economico, ma questo non lo rende sicuramente un qualunquista.

L’infiltrato omette che il Presidente è il fondatore di AREA ed uno dei quattro del direttivo, antesignano della contestazione globale, gruppo dell’estrema destra, fedelissimo al deputato Antonio Parlato, padre dell’attuale segretario politico d’insorgenza. AREA, ispirata alle camicie nere repubblichine (RSI), considerava borghese il MSI ed il fascismo di Stato del ventennio. Scrive il Corriere del Mezzogiorno il 17/01/2010: “Batte per esempio decisamente a destra il cuore di Insorgenza, di cui è presidente Nando Dicè. Ex militante di Area, il gruppo dei fedelissimi di Antonio Parlato, lo si ricorda tra l'altro tra i moderatori del dibattito organizzato tempo fa a Frattamaggiore dalla Comunità Tradizionale Nostra Romanitas. Ospite d'onore Rutilio Sermonti, ex membro del direttivo di Ordine Nuovo, l'organizzazione che è stata al centro delle principali indagini condotte in Italia relative agli anni della strategia della tensione. I militanti di Insorgenza si sono candidati alle Provinciali del 2009.” Nel gennaio 2010 il Presidente pubblica: “sono stato coorelatore in altre conferenze con Sermonti e altre spero che se ne facciano, … come uomo libero ritengo che la vita antisistema di Sermonti sia molto più insorgente, rispetto a uomini di Lotta Continua (ormai una Lobby democratica) o dello stesso Ordine Nuovo CHE OGGI SONO AL GOVERNO O A CAPI DI GIORNALI DEMOCRATICI (sic)…” L’infiltrato ed il fantasioso Presidente tentano di trasformare il saluto romano dei militanti fascisti in saluto degli anticolonialisti, sufficiente per liberarsi dall’imperialismo nazionalistico europeo. La patetica menzogna ripete quella del trifoglio sul logo d’insorgenza per l’alleanza con “Il Trifoglio”, movimento dell’estrema destra cristiana, ora attribuito all’indipendentismo irlandese. Sfrutta fatti e personaggi (Garibaldi, briganti ecc…) dell’antirisorgimentalismo borbonico, come lo stesso Presidente scrive nel gennaio 2010: “Non capiamo cosa c'entriamo col parlamento del Sud: Non eravamo fra gli organizzatori, non eravamo invitati, abbiamo abbandonato da sempre il folklore e la nostalgia, per portare il meridionalismo nell'alveo delle lotte identitarie Europee, non siamo nel Parlamento del Sud, non siamo un'associazione culturale, non eravamo presenti, il movimento Neo-Borbonico mai ha dichiarato la sua vicinanza alle nostre tesi, né ha invitato a votare per noi.” Per ingraziarsi i revisionisti borbonici rapporta Garibaldi al F.M.I. quale padre dell’imperialismo capitalistico, che invece nasce nel XVIII sec. da noti banchieri ed ignora che il FMI concede prestiti agli Stati membri. Il Presidente il 3/7/2009 pubblica contro i duosiciliani: “Le Zanzare delle 2 sicilie hanno tre pungiglioni..... si sono vendute.....e mordono solo me! Ma fra tutte le modifiche genetiche che fanno, le zanzare silenzione, no eh?????”. Nel 150° il 17/3/2011 in piazza Dante in Napoli dirigenti insorgenti allontanarono giovani con la bandiera delle Due Sicilie al grido: “su quella bandiera ci pisciamo sopra”. È lecito domandarsi se è saggio obbedire al duce insorgente, che confessa decenni di suoi errori da non imitare, rivendica anonime sovranità, l’ovvia fine della questione meridionale e nomina un segretario politico qualunquista. Inoltre, l’ideologia del Presidente si palesa oltre per quanto già riportato, per il possesso di un busto di Mussolini nei suoi locali di via Cupa Cajafa, 20/D e per la condivisione delle idee insorgenti del miliziano SS nazista Rutilio Sermonti.

Troppo marcato il suo riferimento ad una “gerarchia, necessaria a far funzionare le cose”? Sicuramente si, ma parlando con gli altri insorgenti è chiaro ed evidente che non è lui il terminale ultimo di quella gerarchia. Un teorico dell’antisistema? Un complottista? Un meridionalista? Ma alla parola fascismo, nessuna reazione di sorta.

Sull’estremismo la sua idea è chiara: “ma quali estremisti? Il capo di CasaPound si candida co PDL, i capi dei Centri sociali sono parlamentari italiani o europei dei DS o di Rifondazione… se guardi bene, tutti quelli che chiami “estremisti” alla fine , sono funzionali ai partiti.

I criteri meritocratici dei gerarchi insorgenti sono il nepotismo del cerchio magico insorgente ed il grado d’ubbidienza ad esso. Rimane il mistero di chi sia il terminale ultimo di quella gerarchia, se non Lui. Definire gli estremisti classici funzionali ai partiti ed al sistema conferma il loro pensiero delle storiche camicie nere, tanto a destra da toccare la Sinistra ed essere nazimaoisti. Che razza di movimento politico è insorgenza, guidato da un segretario politico qualunquista e da un presidente teorico dell’antisistema? complottista? meridionalista? fascista? comunista? anarchico? tutto e niente ed invita a non commettere i suoi errori. Ma, l’inoppugnabile nota documentazione lo qualifica per una camicia nera assetata di essere il solo capo, populista, demagogo e qualunquista, che ignora la fine di DS e Rifondazione.

Quasi mi veniva un colpo, quando proprio parlando di gerarchia, qualcuno ha affermato, “da questo punto di vista, siamo l’ultimo partito Marxista Leninista, operante”. Logicamente non ho potuto partecipare alle loro manifestazioni pubbliche, ma da quello che si evidenzia dai filmati visionati, anche in pubblico hanno dimostrato molta intolleranza nei confronti dei gruppi di estrema destra che di volta in volta cercano di contattarli.

Definire insorgenza l’ultimo partito marxista leninista operante solleva SOLO ilarità e compassione per il patetico “infiltrato” insorgente, che cerca di sostituire la Sinistra con insorgenza. I filmati insorgenti sono ben noti e mai gruppi d’estrema destra riconosciuti hanno mostrato interesse per insorgenza. Anzi è nota la loro avversione per gli insorgenti, definiti inaffidabili. L’assurdità della menzogna è palese, quando si asserisce che gruppi di estrema destra contattino insorgenza, ultimo partito/movimento marxista leninista operante, per allearsi.

Tante sorprese ci saranno nel mio reportage e credo che nel mio ruolo da giornalista della verità, ho accumulato, tanto materiale in questi mesi da poter dare una chiave nuova di interpretazione dell’insorgenza meridionale, che potrà servire a noi compagni a non liquidare con tanta superficialità, un fenomeno in continua crescita.

Per ora posso solo sostenere quello che Gramsci sostenne all’internazionale, non sono nemici, ma competitori.

Il patetico ed assurdo tentativo degli insorgenti di riciclarsi sostituendosi alla Sinistra non desta preoccupazioni, salvo per lo stato psichico e per il danno causato a quanti cercano un valido riferimento politico per il meridionalismo.  Senza i tanti movimenti e partiti fascisti, comunisti e pseudo meridionalisti, opportunisti dei temi in voga antirisorgimentali, la “Questione Meridionale” e la fine del Regno delle Due Sicilie per puro personalismo e sete di apparire, l’unione dei Meridionali per la liberazione delle Due Sicilie dall’invasore sarebbe già concreta. In merito è utile conoscere alcuni pensieri pubblicati dal Presidente insorgente per le opportune personali considerazioni:

SONO IMPERTINENTE: VOGLIO LA LUNA!

Un lunatico articolo di velato antiamericanismo dove i pensieri più chiari sono: Basta con le illusione della sinistra, l’impotenze delle destre, il conformismo delle idee” e poi, “Sono come gli americani, VOGLIO LA LUNA!

INSORGENZA CIVILE: NON CHIAMATELA RIVOLUZIONE

L’ennesima contraddizione insorgente. Osservano tutti i fenomeni di protesta per valutare se conviene trovare spazi per infiltrarsi e fagocitarli e propagandare soprattutto sul web la paternità. Affermano, di aver perso troppo tempo ad analizzare “l’identità” della protesta dei Forconi, ma da subito hanno dato la loro solidarietà. Mentre, “i radical chic falso-comunista con le loro nostalgiche ideologie del ‘900 hanno remato contro i “Forconi”. Gli insorgenti hanno visto troppi tricolori in Sicilia ed hanno capito che lo si sventolava per mancanza di altro, per mancanza di una guida consapevole, ed infatti così è stato. Appena si sono mossi, Insorgenza e tutta la Confederazione, i tricolori diminuivano ed aumentavano le nostre bandiere, le bandiere identitarie (di insorgenza?), le vere bandiere del Sud. Forti della solidarietà espressa loro dai “Forconi” di Mariano Ferro sono partiti con una manifestazione di vicinanza nella lotta. Se i vessilli insorgenti avessero sostituito il tricolore non solo a Napoli ed in Puglia... sono mancate le nuove classi dirigenti, quelli capaci di presentarsi ai presidi (delle altrui proteste per infiltrarsi e fagocitarli) e dire “siamo con voi, continuiamo sino alla fine, non abbiate paura delle minacce dei celerini, il popolo è con voi”. “Per il nostro popolo abbiamo il dovere di andare avanti certi che quando dimostreremo di avere la forza per difenderlo, sarà con noi.” Affermazioni deliranti, populiste e demagoghe lontane dalla realtà, più vicine ad una visionaria sceneggiatura di un film. Nello stesso mese di gennaio 2012 il Dicè scrive ai ritenuti settari e nostalgici Neo Borbonici: “Qui da noi (Sud continentale) nessuna delle categorie che in Sicilia si è mossa e si è voluta muovere con noi (o anche senza di noi, chi se ne fotte…). Quindi anche avendo un piccolissima classe dirigente organizzata, non abbiamo avuto l’aggancio con la realtà operativa. questa è una rivolta, non una rivoluzione, ma c'è anche da dire che noi paghiamo i nostri errori e neanche nella semplice “rivolta” troviamo spazio. Io sono con loro, vorrei fare di più…ma uomini che nella pratica sanno fare queste cose ce ne sono pochi…ed è questo il mio unico rimpianto”. Ricordiamo che nel napoletano i blocchi autostradali furono serrati ed anche violenti. La consueta arte insorgente imbonitrice, in una nota affermano di essere stati accolti nella protesta, tanto da ottenere, soprattutto a Napoli e Puglia, che i tricolori fossero sostituiti con i loro vessilli identitari, insorgenti. Non quelli della Trinacria e borbonica su cui ci pisciano. In altra nota dello stesso periodo dichiarano che nessuno li ha voluti, nemmeno per una semplice rivolta. Affermano poi, di aver avuto la solidarietà dei Forconi di Mariano Ferro, perché? quando dichiarano che loro hanno espresso solidarietà ai Forconi.

MEDIORIENTE. ALLE ORIGINI DEL CONFLITTO

Emerge un esasperato antisemitismo, antisionista, dall’impronta fascista, giustificato a sprazzi dalle legittime rivendicazioni palestinesi e loro sofferenze, strumentalmente associate fuori contesto alla diaspora dei borbonici, che non hanno alcuna affinità.

LA MORTE DI MARILYN MONROE

È l’unica nota degna di normalità, da cui traspare un Presidente ammaliato dal personaggio Marilyn e che ne ricostruisce erroneamente la morte in un totale scenario antiamericano.

LIBERISMO, DOVE ANCHE I RICCHI PIANGONO

Esprime tutto l’antiamericanismo in una analisi di parte contro l’opulenza degli americani, contro la società americana. Tipico argomento delle storiche camicie nere, del Mussolini della marcia su Roma e delle dichiarazioni di guerra.

 

INSORGENZA  VOLTAGABBANA

13/07/2010 – Nella sede d’insorgenza insieme ad altri movimenti si tiene il II incontro del Progetto Napoli. Hanno concordato di creare una cordata di liste unite a sostenere un unico candidato a sindaco e lontani dalla partitocrazia istituzionale, nessuna trattativa con destra, sinistra e centro. Il Partito del Sud ha sostenuto che non è possibile ridurre il meridionalismo al revisionismo storico risorgimentale. Insorgenza dichiara fine alla retorica.

08/09/2009 - al Senato Dicè presidente d’insorgenza firma il patto d’alleanza con la sen. Adriana Poli Bortone, poi tradito.

20/09/2010 - Insorgenza tradisce l’alleanza per le comunali di Napoli con il “Progetto Napoli di Cambiamo Napoli, Partito del Sud, Insieme per la Rinascita, Movimento cinque stelle, Terra dei Fuochi, la Questione Napoletana, alleandosi con Di Monda, ex CCD, simpatizzante mussoliniano, candidato a sindaco di Napoli con il suo movimento P.I.N. Dicè dichiara che l’intesa con P.I.N. esisteva già a metà del 2009, quando era alleato con Neoborbonici, Legittimisti e PdSud per una lista comune alle regionali campane e nello stesso periodo firmava il patto con la sen. Poli Bortone di IO SUD, ex AN, ex PDL, ex UDC ed alleata PD alle provinciali di Lecce. Conosciamo gli scheletri insorgenti

22/09/2010 - al terzo incontro Progetto Napoli, in previsione delle elezioni comunali di Napoli, parteciparono gli esponenti di Cambiamo Napoli, Partito del Sud, Insieme per la Rinascita, Movimento cinque stelle, Terra dei Fuochi, la Questione Napoletana e Insorgenza. Per Insorgenza Civile la questione appare più delicata in quanto la già avvenuta alleanza col PIN di Raffaele Di Monda, che nei manifesti affissi a Napoli è già indicato come candidato sindaco, ha sollevato perplessità nei presenti alla riunione per i quali la trattativa era ancora aperta tanto più la scelta del candidato a sindaco.”

25/09/2010 - tre giorni dopo Dicè Orlando  al  II° Congresso del Partito del Sud ringrazia appassionato uno dei fondatori del nuovo meridionalismo, lo scrittore Antonio Ciano (sgradito perché comunista) e lo invita a continuare sulla stessa linea.

Ha parlato di “identità culturale che deve essere superiore ai partiti e alla politica” e ha concluso con una nota polemica: mi rivolgo al Partito del Sud, basta cercare alleati e unità con tanti e troppi partitini e movimenti meridionalisti spesso troppo diversi tra loro. Insorgenza Civile si offre di essere tuo alleato naturale, solo alleandoci riusciremo a rompere le catene che ci attanagliano”.

cinici, spregiudicati, sfrontati, voltagabbana, arroganti, dispotici, saccenti, assolutisti, prevaricatori, intolleranti, opportunisti, esibizionisti

agli insorgenti non voltare mai le spalle

si alleano per divorarti

CHI LI CONOSCE LI EVITA

Hai letto le altre due importanti pagine?

Dicè Orlando

Enzo Maiorana

Poli Bortone

SENATO, 8 ottobre 2009

Atti parlamentari

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Saccheggio del SUD

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